Una panoramica completa sui tanti laghi disseminati lungo tutto la catena prealpina della Lombardia: dai pił celebri ai pił caratteristici

I laghi prealpini lombardi

Certamente le Prealpi occidentali non sarebbero mai potute diventare un simbolo di un certo tipo di paesaggio montano se non ospitassero alcuni laghi davvero meravigliosi, la cui origine ha però impegnato gli scienziati per decenni: fino a qualche anno  fa c'era infatti chi ancora li riteneva antichi fiordi del golfo padano.

Da una prima distinzione si individuano subito due categorie di laghi, i principali e i minori, in quanto rappresentano due fenomeni diversi indipendentemente dalle proprie dimensioni.

I priricipali sono il lago d'Orta, il Lago Maggiore, il lago di Lugano e il lago di Como, che si caratterizzano per la loro origine comune: sono infatti di origine tettonica, anche se tuttora alcuni geologi siano del parere che possano essere considerati dei laghi di origine glaciale.

Sono comunque sostanzialmente  formati da un profondo navicello principale inciso nella roccia con pareti ripidissime, che raggiunge la massima profondità nel punto mediano circa, per poi risalire gradatamente fino alla sponda più meridionale.

Alle estremità di questa conca principale si possono poi trovare a profondità minore e sui versanti dei terrazzi o delle rotture di pendenza causate dell'erosione glaciale.

La dimensione è determinata da uno sbarramento morenico-tettonico, quindi costituito solo superficialmente da detriti morenici, che costituisce una specie di diga naturale allo sbocco sulla pianura.

A completare la forma dei laghi infine si aggiungono delle insenature prodotte dalla confluenza di grosse di ghiaccio  o dagli effetti di una altrettanto grossa trasfluenza del ghiacciaio principale.

Le insenature attuali sono comunque gli ultimi esempi di un fenomeno che in un passato neanche tanto lontano era molto diffuso, sì da dare ai laghi una forma molto più complessa della presente.
Essendo molto intenso l'apporto alluvionale dei fiumi, si pensa che nel giro di alcune decine di migliaia di anni questi laghi finiranno con il  trasformarsi in ampie e paludose pianure.

I laghi minori sono invece propriamente glaciali, e sono situati in conche poco profonde, ampiamente rimaneggiate dall'erosione e chiuse a valle da grosse cordonature moreniche: i più importanti tra loro sono collocati appena all'esterno dello strato  meridionale prealpino e sono il frutto dell'erosione di affluenze laterali delle grandi colate alpine.

Per questo motivo questi piccoli laghi hanno generalmente una forma rotondeggiante e mancano di una chiara occlusione valliva che caratterizza molti apparati di questo tipo.

Sono di solito bacini di scarsa profondità, soggetti anche ad un intenso processo d'interrimento e d'impaludamento.
Tra i principali è giusto citare tutto il gruppo varesino con il sistema lago di Varese-Lago di Varano che ancora erano uniti fino a pochi secoli fa, il lago di Travedona e l'impaludato lago di Biandronno, e tutto il gruppo comasco come Montorfano, Alserio, Pusiano e Annone.

Alcuni altri piccoli laghi vallivi sono disseminati un pò ovunque: Ghirla, Ganna, Lugano, Segrino, fino al meraviglioso Lago Delio, ormai purtroppo definitivamente sfregiato dopo la trasformazione in un bacino di ricarica.

Una doverosa menzione meritano anche i laghi di Mergozzo, di Piano e di Mezzola, che sono rimasti isolati dagli altri laghi principali a causa delle alluvioni dei loro immissari.

Caratteristica distintiva dei laghi prealpini è la grande abbondanza di valli in contropendenza, ovvero che presentano un decorso inverso rispetto a quello generale di tutto il versante padano.

Sono infatti numerose le valli che defluiscono nella direzione dei quadranti di nord-est e nord-ovest, come la Valle del Nigoglia-Strona, emissaria del Cusio; la valle del Perlo o Bellagio, e la Valganna, rivolte esattamente a nord, oppure la Valsassina, la Val Varrone, la Valtravaglia, la valle del Tresa, e quelle degli emissari dei laghi varesini e del lago di Annone e tantissime altre valli minori.

Sulle cause di questo singolare fenomeno esistono varie versioni: c'è chi le ritiene esclusivamente glaciali, e chi pensa ad un sollevamento a valle di tutto il piano prealpino.

Altra particolarità è la notevole abbondanza di una rete idrografica fossile e non dipendente dall'attuale flusso idrico: si tratta infatti di vecchi tracciati di corsi d'acqua che attualmente hanno un nuovo percorso.